Interprete generico lingua dei segni

La figura professionale di interprete di Lingua dei Segni Italiana (LIS) non è una professione recente, ma si è diffusa maggiormente a partire dagli anni ‘80 grazie soprattutto alle ricerche svolte dal CNR (Consiglio Nazionale per la Ricerca) sulla LIS e grazie alla pubblicazione di un testo di Volterra Virginia, molto conosciuto in Italia, intitolato La Lingua dei Segni Italiana – La comunicazione visivo-gestuale dei sordi, ristampato recentemente. Questa professione è in crescita costante grazie anche al riconoscimento della LIS come lingua da parte del Parlamento Europeo mediante due risoluzioni adottate nel 1988 (Balit, Maragna e Zatini, 1999) e nel 1998 . A partire da quegli anni le persone udenti hanno incominciato ad interessarsi sempre più ai soggetti non udenti, alla loro lingua e alla loro cultura. Gli stessi soggetti non udenti partecipano maggiormente alle ricerche sulla loro lingua, al miglioramento della loro posizione sociale e scolastica, contribuendo a promuovere il bilinguismo nelle scuole e il servizio d’interpretariato nelle università.  Sia i soggetti non udenti che le istituzioni pubbliche come pure le emittenti televisive (in occasione dei telegiornali e di alcuni programmi), richiedono il servizio di interpretariato, esigendo che la traduzione avvenga nel modo più corretto possibile. Attualmente l’interpretazione è una professione difficile da acquisire, anche perchè in Italia sono stati attivati pochi corsi, offerti dalle piccole associazioni o cooperative che si interessano allo studio e all’informazione sulla LIS. Nessuna università impartisce questo insegnamento a livello avanzato, e i corsi specializzati, come ad esempio quelli di aggiornamento, sono rari.